martedì,
27 gennaio 2004
Da circa
14 anni il Kashmir è in preda ad una feroce guerriglia
contro le truppe di occupazione indiane, che mantengono il
controllo di 2/3 della regione Himalayana.
Ma il 22
Gennaio una delegazione di una coalizione di partiti del
Kashmir (Hurayat Conference) ha per la
prima volta incontrato i politici indiani. Un incontro
reso più facile dal riavvicinamento dell'India all'altra
potenza asiatica con la quale si contende la regione e
cioè il Pakistan.
La
rivolta del Kashmir, ancora in pieno svolgimento
nonostante le incoraggianti iniziative di pace, è
iniziata nel 1989 ed ha sempre rappresentato una guerra
per procura tra i due colossi asiatici (che dispongono
anche di testate atomiche).
Il
Pakistan ha fomentato la guerriglia islamica e
nazionalista, mentre l'India ha appoggiato le formazioni
paramilitari di Hindu locali, nonché i gruppi islamici
dissidenti da quelli foraggiati dal Pakistan.
La
guerriglia Kashmira anti-indiana, si divide in due filoni:
uno nazionalista, che aspira ad uno stato Kashmiro
indipendente, e un altro islamico-fondamentalista, che
vuole invece unirsi al Pakistan.
Il
principale gruppo nazionalista è il Jammu and
Kashmir liberation front, già attivo prima
dell'insurrezione. Questo è forte di ben 10.000 uomini,
ben armati ed addestrati. I gruppi islamici più
importanti sono l'Hizb-Ul-Mujahedin, con
circa 6.000 uomini tra cui alcuni volontari stranieri, il
gruppo Al Badr, l'Harakat-ul-Momneem,
l'Harakat-Ul-Jihad-i-Islami e l'Harakat-Ul-Ansar.
Non è nota la consistenza di questi ultimi, anche
se si presume che ognuno di questi possa disporre di
alcune migliaia di uomini.
I
rapporti tra questi gruppi non sono sempre distesi e a
volte giungono a scontri fraticidi. Per cercare di
coordinare meglio le attività della guerriglia, nel 1992
si formò la All Party Hurayat Conference.
Questa è una federazione di oltre 20 partiti del Kashmir,
siano nazionalisti o islamici, moderati od oltranzisti.
E sono
proprio i membri della fazioni moderate di questa
federazione che hanno intavolato le trattative con
l'India, trattative volte ad ottenere la fine delle
violenze. Tuttavia, l'opposizione degli oltranzisti alla
pace rimane sempre forte ed i movimenti più radicali
hanno minacciato di colpire chiunque cerchi di trovare un
accordo con l'India.
I
contrasti nella regione del Kashmir risalgono al 1846. In
questa data, il re induista del Jammu, il Raja Gulab Singh,
versò 7,5 milioni di sterline alla East India Company
britannica, ottenendo la creazione del Jammu and Kashmir.
Nel 1925 il British Raj (governo coloniale britannico)
favorì la dinastia Hindu dei Dogra,che controllò una
popolazione a maggioranza musulmana.
Due anni
dopo venne varata una legge che vietava l'assunzione nel
pubblico impiego dei musulmani, favorendo gli Induisti. I
Musulmani protestavano contro il Maraja Hari Singh, che
era ritenuto troppo repressivo, e nel 1932 si riunirono in
un movimento, la All Jammu and Kashmir Muslim Conference,
di matrice islamica e indipendentista. Nel 1944, dopo
oltre 10 anni di scontri con i governativi, adottarono il
manifesto nel Naya Kashmir, ovvero uno Stato laico e
indipendente.
Nel 1947,
data di indipendenza di India e Pakistan, il Maraja Hari
Singh cercò di mantenere il suo regno indipendente, ma
dopo che subì diverse invasioni dei Pashtun musulmani,
decise di unirsi all'India. Scoppiò così la guerra tra
Indiani ed i Pakistani, sia regolari che irregolari
Pashtun. Le vittime furono oltre 1.000.000.
L'India
invase 2/3 della regione, il Pakistan controllava la parte
rimanente. Nel 1962, dopo la guerra tra India e Cina, una
piccola parte del Kashmir Indiano passò alla vittoriosa
Repubblica Popolare Cinese.
Né
l'India né il Pakistan volevano rinunciare a quella
regione che consideravano come propria, e ben presto si
arrivò ad un'altra guerra: nel 1965 il Pakistan cercò di
scatenare un'insurrezione dei Kashmiri contro l'India,
senza riuscirci e l'India reagì attaccandolo. La guerra
si risolse con un nulla di fatto.
Nel 1971,
le tensioni tra India e Pakistan si riaccesero per un
altra regione: il Pakistan Orientale, ovvero l'attuale
Bangladesh. Gli abitanti di questa regione volevano essere
indipendenti, e iniziarono una guerriglia contro i
Pakistani occidentali. L'India appoggiò i ribelli e
questo provocò la reazione del Pakistan, che attaccò
l'India non solo dal Pakistan
I
Pakistani furono respinti ed il Bangladesh divenne
indipendente. Ma il Kashmir rimase nella stessa
situazione, l'unica differenza è che fu istituita la Linea
di Controllo (LOC), che sostituiva quella di
armistizio. A questa fece seguito un aumento delle forze
militari nella regione che diede origine ad una guerra di
logoramento durata praticamente fino ad oggi.
Nel 1999
e nel 2002 si sfiorò di nuovo la guerra, resa più
spaventosa dallo spettro nucleare, poiché ambo i paesi si
erano dotati di armi atomiche.
Fonte:
www.warnews.it
