CASO
DAVID KELLY (22/07/2003) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
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LONDRA.
= E’ una vicenda dalla doppia cornice quella che
tinge di giallo la morte del 59.enne scienziato
britannico, David Kelly. Il mistero sul decesso
del microbiologo ha avuto come scenario principale
l’Oxfordshire, regione dove la polizia inglese
ha ritrovato venerdì scorso il corpo senza vita
dello studioso. |
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David Kelly |
Il curriculum
dell’uomo, esperto di armi di distruzione di massa, ex
ispettore delle Nazioni Unite in Iraq, consulente del
governo Blair e probabile fonte dei recenti scoop
della Bbc sui servizi segreti britannici, accusati di aver
ingigantito la minaccia Iraq alla vigila della seconda
guerra del Golfo, sembra aprire lo sfondo della contea
inglese verso piste complesse. Ma secondo le indagini
finora condotte, David Kelly si sarebbe suicidato e, come
spiega un portavoce della polizia, “l'autopsia
ha rivelato che la causa della morte è un’emorragia da
una ferita al suo polso sinistro”.
Anche i familiari dello scienziato sembrano confermare
l’ipotesi del suicidio: “Gli
eventi delle ultime settimane - hanno dichiarato - avevano
reso la vita di David intollerabile”. Restano
comunque i dubbi e gli interrogativi su questo decesso e
nuove risposte, in questo caso politiche, arrivano
dall’Asia, seconda importante cornice della vicenda
Kelly. Il primo ministro britannico, Tony Blair, giunto
oggi a Seul, in
Corea del Sud, dopo aver visitato il Giappone, ha
respinto la richiesta dell’opposizione di riconvocare il
Parlamento per discutere il caso. Dopo le polemiche
scatenate in America, dove il direttore della Cia, George
Tenet, ha ammesso le responsabilità dei Servizi di intelligence
statunitensi, le notizie sul presunto traffico di uranio
tra Iraq e Niger, rivelatesi non corrette, sembrano dunque
provocare scossoni anche in Inghilterra. Ma il premier
britannico passa al contrattacco e afferma di non avere
nessuna intenzione di dimettersi per il caso Kelly.
Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (20/07/2003)

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