50
ANNI DI SACERDOZIO PER IL CARDINALE CAMILLO RUINI (8/12/2004) |
GIOVANNI
PAOLO II HA ESPRESSO LA SUA RICONOSCENZA AL CARDINALE
RUINI IN OCCASIONE DEL 50. ESIMO DI SACERDOZIO DEL VICARIO
PER LA DIOCESI DI ROMA, CON
UNA LETTERA INVIATA IERI PER I FESTEGGIAMENTI ORGANIZZATI
DALLA DIOCESI
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Oltre
al saluto particolare rivolto dal Papa al
cardinale Ruini stamane, alla Messa, Giovanni
Paolo II ha espresso la sua riconoscenza
all’attuale vicario per la diocesi di Roma in
occasione del 50. esimo di sacerdozio, con una
lettera inviata ieri per i festeggiamenti
organizzati dalla diocesi. Ha partecipato per noi
Amedeo Lomonaco: |

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Cardinale
Ruini |
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La
Chiesa, il Papa, la famiglia: sono i riferimenti della
vita pastorale del cardinale Ruini, per i quali il
porporato ha espresso sentimenti di gratitudine:
“Il
sentimento più forte e immediato è certamente quello
della gratitudine per il dono di poter essere vicino ad un
uomo così grande e così santo come il nostro Papa.
Speciale gratitudine va ai miei genitori, alla diocesi di
Reggio Emilia e alla parrocchia di Sassuolo, in cui sono
stato generato alla fede ed è spuntata la mia
vocazione”.
Il
vicario del Papa per la diocesi di Roma ha poi esortato i
fedeli ad amare la Chiesa e ad amare meglio l’arte della
preghiera cristiana, l’arte di lasciare che Dio entri
nella nostra vita per cambiarci e renderci più capaci di
amare. Per questo giubileo sacerdotale, Giovanni Paolo II
ha inviato al cardinale un prezioso calice, usato durante
la celebrazione dell’Eucaristia, e un messaggio letto
dal sostituto della Segreteria di Stato, arcivescovo
Leonardo Sandri.
Nella
Lettera, il Papa ha espresso grande riconoscenza al
porporato perché ha saputo alzare chiara e coraggiosa la
voce in anni segnati da grandi cambiamenti sociali e
culturali in Italia e nel mondo. La diocesi romana ha
inoltre donato al cardinale un’antica statua di San
Giuseppe, che è stata collocata nell’arcibasilica
lateranense. Negli ultimi anni il porporato ha impegnato
la Chiesa italiana su molteplici temi, quali il Progetto
culturale dei cattolici nella società, il dialogo con i
mondi secolari della scienza, dell’economia e della
cultura e il rapporto tra antropologia e cristologia.
Secondo il cardinale Ruini, la Chiesa italiana è chiamata
ad inserirsi nella modernità senza rifiutarla in blocco.
E’ questa una sfida da condurre in molteplici ambiti,
come quelli della vita concreta, dell’impegno
intellettuale e della santità, per promuovere un
cristianesimo testimoniato e missionario.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (8/12/2004)

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